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  • Immagine del redattoreRomina Rosso

David Hockney The Arrival of Spring, Normandy 2020


David Hockney, The Arrival of Spring Normandy 2020, 2020, Royal Academy of Arts, Londra

Royal Academy of Arts, Londra 11 Agosto - 26 Settembre 2021


David Hockney è ritornato quest’estate alla Royal Academy of Arts di Londra con la sua nuova mostra “The arrival of Spring, Normandy 2020” (L’arrivo della Primavera, Normandia 2020) presentando 116 dipinti iPad.

La Royal Academy è la casa naturale di David Hockney, l’artista vivente più caro al mondo e uno degli artisti più popolari e largamente riconosciuto dei nostri giorni.

La sua arte ha passato diversi decenni sperimentando e abbracciando nuove tecnologie.

Hockney rivisita il “più classico dei soggetti” la natura, che aveva già dipinto in due antecedenti mostre nel 2012 A bigger Picture e nel 2014 The Arrival of Spring in Woldgate. Entrambe le mostre dedicate al suo amato Yorkshire ed entrambe artefici della sperimentazione della pittura su iPad.

Nell’autunno del 2018, l’artista visitò la Normandia a seguito dell’installazione della sua vetrata nell’Abbazia di Westminster. Lui pensò che fosse il luogo perfetto per disegnare e dipingere l’arrivo della primavera, qualcosa che aveva già realizzato nel decennio precedente nella zona est dello Yorkshire.

Rappresentare il passaggio del tempo attraverso i dipinti è sempre stata una delle maggiori preoccupazioni di Hockney, che è anche un avido lettore di Marcel Proust.

L’idea fiorì nella sua testa per rinnovare quello che aveva già realizzato nel suo nativo Yorkshire ma questa volta con i paesaggi normanni: disegnare l’arrivo della primavera nel suo sviluppo come se fosse un racconto.

L’artista fu attratto dalla Normandia perché offre una variegata tipologia di fiori, con alberi di mele, ciliegi, peri e prugni, come anche biancospini e susini selvatici, soggetti già precedentemente dipinti.

Hockney si trasferì in una casa tradizionale in legno nella campagna normanna e stabilì il suo studio nell’adiacente granaio.

Hockney nella sua casa in Normandia accompagnato dalla sua cagnolina Ruby, JEAN-PIERRE GONÇALVES DE LIMA, © DAVID HOCKNEY

David Hockney, The Arrival of Spring Normandy 2020, n. No. 316, 30 Aprile 2020, Royal Academy of Arts, Londra

Durante quel periodo, Hockney si stava preparando per la mostra alla Royal Academy quando scoppiò l’epidemia dovuta al Covid che obbligò tutto il Mondo ad un globale lockdown con misure di confinamento.

L’artista quindi si isolò in Normandia con la sua cagnolina Ruby e suoi due affidati assistenti JP e Jonathan.

Per la mostra The Arrival of Spring (l’arrivo della Primavera) Hockney iniziò a dipingere da febbraio fino a giugno 2020 ed in contrasto ai drammatici eventi della pandemia, la sua attenzione fu rivolta alla rinascita della primavera in una celebrazione della gioia del mondo naturale, che ricorda a noi, come ripete anche l’artista in una delle sue celebri frasi, di “amare la vita”.

David Hockney, “Ricordati loro non possono cancellare la primavera, Normandia Primavera 2020

Hockney nella primavera 2020 pubblicò in Instagram un disegno realizzato nel suo iPad, l’immagine raffigura un gruppo di brillanti narcisi gialli fiorenti su un vivido prato verde e uno sfondo distante brullo e grigio intitolato “Ricordati loro non possono cancellare la primavera”, a rimarcare che l’arte può salvare tutti noi.

Passeggiando nella mostra nella Royal Academy si ha un effetto impattante dato dai vividi colori verdi, viola, gialli e azzurri. La sua arte trasmette gioia, felicità e arricchisce lo spirito.

In questi coloratissimi dipinti possiamo riscontrare un eco dell’Impressionismo francese, dei puntinisti e ovviamente di Van Gogh.

Hockney è ammirabile per il suo entusiasmo di registrare i drammatici cambi stagionali, per la sua incredibile produttività (116 dipinti) e per l’uso di nuove tecnologie.

Nonostante molti hanno criticato profondamente l’utilizzo dell’iPad per i suoi dipinti, criticando la natura bidimensionale delle opere e il fatto che facilmente si vede il tratto di pennelli utilizzati, io trovo estremamente affascinante questo lavoro per un uomo di 83 anni.

David Hockney sempre fu innovativo fin da quando studente, iniziò a realizzare stampe, nel suo costante desiderio di specializzarsi in nuovi media: la Polaroid, la fotocopiatrice a colori, il fax fino a sperimentare video digitali su più schermi.

Hockney sempre accolse la sfida di dipingere la trasparenza: la lucentezza del vetro, il passaggio della luce, gli spruzzi dell’acqua, tutti motivi predominanti nei suoi dipinti, disegni e fotografie della metà degli anni sessanta del Novecento.

Nel 2009 il vetro e la tecnologia vennero scoperte da lui nell’iPhone, e nell’anno successivo nell’iPad, come nuovi strumenti di disegno. Nell’iPhone disegnava sul piccolo schermo di vetro con una parte del suo pollice, passando a una biro con lo schermo più ampio dell’iPad per offrire una diversa varietà di linee e una nuova luminosità di colori.

Hockney incominciò ad utilizzare la app Brushes, che trovò estremamente ottima per la sua qualità e apprese tutte le possibilità che poteva offrire, valutando la libertà e la mobilità che gli permetteva nel catturare i suoi soggetti.

Nel 2015 Apple modificò la app rendendola più sofisticata e più complicata nell’utilizzo per l’artista ma grazie ad un matematico di Leeds, ebbe la possibilità di adattare e sviluppare la app per le sue specifiche esigenze.

Per un artista la velocità è essenziale e l’iPad come medium permette all’artista di catturare la luce di ogni mattina e successivamente inserire i dettagli e i filtri.

La velocità è una grande qualità nel dipingere e disegnare, per esempio Van Gogh realizzava uno o due dipinti al giorno e Hockney realizzava circa tre dipinti al giorno, dicendo: “la luce cambia colore velocemente e io posso velocemente cambiare i pennelli”.

L’artista lavorò tutti i giorni per tre mesi (90-100 giorni) producendo 116 disegni che mostrano la tridimensionalità ottenuta dall’uso della luce e del puntinismo.

Tutte le opere sono state realizzate sull’iPad e stampate in fogli di 1,5 metri l’uno, dando un senso di uniformità nella forma e nel soggetto.

David Hockney, The arrival of Spring Normandy 2020, Royal Academy of Arts, Londra

Le sue opere sono una registrazione, di come l’artista sperimenta la realtà del soggetto e lo spazio nel quale esiste.

Questo senso di non presenza e presenza, io penso sia quello che Hockney vuole catturare.

Sempre è stato abile nel trovare sorprendenti ed eleganti modi di rappresentare le differenze: un albero di mele contro un cielo, la luce nell’acqua e gli spruzzi negli stagni.

Questo permette agli occhi degli spettatori di fissare le cose in modo diverso, come la mente ricorda le cose che gli occhi hanno visto con differenti gradi di sfumature e ricordi.

Il punto è che le sue immagini sono il prodotto dell’artista che guarda direttamente alla natura e disegna o rappresenta quello che vede trasmettendo le sue reazioni sensoriali.

Hockney dichiarò: “Noi abbiamo perso il contatto con la natura piuttosto stupidamente dal momento che noi siamo una parte di essa, non fuori da essa”.

In questa mostra lui offre una rara opportunità per molte persone che non hanno mai avuto il tempo di vedere il passaggio dall’oscuro inverno alla colorata primavera registrando il suo drammatico cambio.

La mostra della Royal Academy, dopo il momento difficile della pandemia, ha offerto un reale senso di speranza e gioia “nessuno può cancellare la primavera, tutto si può fermare ma non la primavera” e nello stesso tempo fa riflettere sul valore dell’arte e sul coinvolgimento dei media nella sua creazione e come disse Hockney: “Non c’è qualcosa come l’arte digitale o il disegno a gesso, a matita o la pittura ad olio. Veramente esiste solo l’arte”.




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